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TOTI SEMERANO

«Nel bosco ancora umido di rugiada la luce penetrava a fatica tra gli alti faggi, solo in un punto un chiarore più intenso rivelava la presenza di una radura, ma quale emozione scoprire proprio al centro quel cerchio perfetto di pietre bianche tagliate con cura... sapevo che erano i resti di un forno per ricavare la calce, che non lontano un tempo avevano costruito un ricovero... ma il mio pensiero andava più a quelle casse di bulbi che avevo visto la mattina scaricare nella confusione che annunciava il giorno del mercato e di nuovo velocemente a quel cerchio bianco nel bosco che ormai vedevo delimitare un centro blu intenso di nasturzi. E così di corsa al mercato e poi di nuovo nel bosco in quello stato che si vive solo nell’assoluto presente... Non sono più tornato in quel luogo, non so se mai qualcuno ha visto quel blu intenso al centro di quel cerchio bianco, o se le istrici abbiano mangiato quei bulbi, ma mentre mi allontanavo quel giorno dal bosco sentivo di aver fatto la mia parte.»

   Sinapsi

   A scolto… quando la mente si fa silenziosa il paesaggio parla

   R icordo… il futuro ha un cuore antico

   C onsapevolezza… da lì inizia la crescita interiore

   H umus… la più grande magia sta in un filo d’erba

   I nvisibile… ciò che si rivela oltre le apparenze

   T radizione… solo l’innovazione è stata la sua origine dimenticata

   E nergia: la più potente e meno conosciuta è interiore

   T empo… per ricordare che è solo una convenzione

   T atto… per riprendere il contatto con il corpo

   U ltimi… perché a loro va dedicato il futuro

   R ivoluzione… perché nulla è uguale per sempre

   A rmonia… quando tutto è interconnesso in equilibrio

   A cqua…animale…albero…Ascolto…atomo…aura…anima…amore…abitare
   R adice…Ricordo…rispetto…risparmio…rifiuto…riciclo…risorsa…risposta
   C orpo…condizionamenti…Consapevolezza…crescita…conoscenza…cultura
   H abitat…Humus…handicap…hobby…
   I nformazione…idea…Invisibile…interiore…immaginazione…infinito…
   T radizione…tutela…testimonianza…trasmissione…trasformazione…talento
   E sperienza…emozione…eros…Energia…equilibrio…etica…estetica…empatia
   T eoria…testo…Tempo…trattato…tendenza…totalità…trascendenza
   T abù…trasgressione…terapia…terra…Tatto…temperatura
   U niverso…Ultimi…umanità…uguaglianza…umiltà
   ealtà…regola…rigidità…ragione…ricerca…Rivoluzione…religiosità
   lchimia…astronomia…Armonia…arte…azione

 

Dopo anni di proclami di rivoluzioni annunciate sempre a casa degli altri, e di volgari esibizioni di consumismo, si è manifestato un atteggiamento diverso, consapevole che, senza una crescita interiore, nessuna trasformazione profonda e duratura è possibile. Sembra dunque indispensabile una riflessione sul significato del fare architettura. Proposta nell’antica forma dell’acronimo, esprime per linee un “modo” di sentire l’architettura che sarebbe interessante confrontare in questa modalità di arte-gioco con il maggior numero possibile di visioni diverse.

Il Laboratorio 
La visione di una bottega rinascimentale, dove le diverse arti possano incontrarsi condividendo esperienze, idee, talenti e culture si è materializzata nel 2005 nella campagna salentina nella valle della Cupa, dove fu fondata l’antica Rudiae. Una grande emozione fu scoprire, dopo aver attraversato un intrico di stradine, quel grande vuoto dominato dall’imponente mole del tabacchificio, e poi che il cortile interno era un antico agrumeto, un’ulteriore meraviglia. Produrre cultura nella periferia dell’Impero era un’ulteriore sfida da raccogliere. Il Laboratorio è stato in questi anni un denominatore comune a personalità diverse e autonome, non un ufficio, ma un luogo non solo fisico ma mentale dove sperimentare un modo di lavorare basato sulla crescita interiore e lo sviluppo delle proprie qualità, in un interscambio continuo con esperienze artistiche diverse. Nel Laboratorio sono stati elaborati progetti di varia natura: progetti che intervengono nel paesaggio storico, come il restauro di antiche masserie e il recupero di edifici della tradizione in chiave contemporanea; progetti che affrontano la riqualificazione del tessuto urbano esistente, anche anonimo e di nessuna qualità, come rinnovamento nel rispetto delle identità dei luoghi; progetti per l’innovazione tecnologica integrata con l’architettura, ad esempio nel campo delle energie rinnovabili; progetti in cui il recupero delle tradizioni artigianali assume un ruolo chiave nel processo creativo, rifondando il rapporto di lavoro con gli artigiani e le maestranze locali, che conservano una conoscenza straordinaria dei materiali e delle tecniche costruttive. Dal Laboratorio sono partiti anche interventi che interagiscono con i luoghi e le persone “nel territorio”, come installazioni e performance. Queste azioni hanno avuto lo scopo di valorizzare le potenzialità sommerse e di far interagire le persone, con fini sia culturali sia sociali. Una particolare attenzione è sempre riservata al mondo dell’infanzia e all’espressione dei bambini. Il confronto fra esperienze diverse è uno dei temi su cui si fonda l’esperienza del Laboratorio, che ha fra i suoi obiettivi anche quello di offrire al territorio e alla comunità delle opportunità formative e di scambio delle conoscenze professionali. 

Pensare Ipogeo
Negli spazi ipogei si modifica la posizione dell’osservatore e dunque i rapporti percettivi con lo spazio e la luce. Il movimento del sole e della luna dettano tagli, fessure, gli squarci che sono luce e percezione del paesaggio. Si apre un’esperienza progettuale straordinaria e che ripropone sotto un diverso punto di vista l’uso del suolo e del territorio.

 

Tradizione e innovazione
Tra gli architetti e i critici è molto diffusa una forma curiosa di strabismo, che li porta ad assumere verso la tradizione posizioni estreme o ideologiche, dalla follia conservativa ai limiti del feticismo all’utopia futuristica della tecnologia, passando per il kitsch dei collage di citazioni più o meno dotte.
Molto semplicemente senza innovazione non ci sarà mai una tradizione. Tutto ciò che può migliorare le condizioni di vita va posto in attenzione, conosciuto senza entusiasmi o rifiuti acritici, consapevoli però della totale autonomia e specificità della progettazione architettonica.