MASSERIA LA CASTELLANA
Otranto, 2003

Sospesa in una dimensione atemporale, la masseria oggi rivive attraverso l’interpretazione dell’architetto, che ha giocato il progetto sull’alternanza di oscurità e luce e sulla ricercata calibrazione di superfici e materiali, proponendo nuove sequenze percettive all’interno e all’esterno della masseria, frantumando con fori e allineamenti la massicciata introversione dell’edificio originale.
Fulcro del progetto è l’individuazione di un nuovo segno distributivo e percettivo, lungo la direzione nord-sud: un percorso scavato in parte nello spessore murario della masseria e in parte nel terrapieno a nord, oltre la costruzione. Concepito come una profonda faglia, come una spaccatura nel terreno, il percorso è stato realizzato con una sezione ogivale discontinua, a profilo gradinato, in conci di tufo rivestiti di argilla strutturale. La faglia muta connotati a mano a mano che si insinua nel volume, correndo per tutta la profondità in condizione di semi-oscurità. E’ illuminato solo al centro da un fascio di luce naturale ed è perforato da varchi che conducono a diversi ambienti.

CREDITS

Opera: Ristrutturazione di masseria storica

Cliente: Privato

Architetto: Toti Semerano

Collaboratori: Ruben Verdi, Marco Marin, Simone Romaro, Luigi Parise
Appaltatore: Panico (Galatina, LE)

Fornitori: Laboratorio Ferruccio Zilli, Cavallino (LE), Laboratorio Giuseppe Stamerra (Tuglie, LE), Fratelli Martina (San Pietro in Lama, LE), Geologika (Ziano Piacentino, PC-Racale, LE)

Dimensioni: 48.730 mq

Cronologia: 2000/2003